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Foto Calloni e Damiano Morandini
Testo liberamente tratto da "L'onore e l'amore" di Giovanni Spagnolo
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immagini dall'articolo:
Sono l'asino dei frati

Momenti di vita di fra Bernardo in un antico dipinto
| Un giorno mons. de La Placa, inquisitore generale e giudice della monarchia apostolica in Sicilia, era andato nel convento di Palermo, ed essendo in coro terminata lora nona, fu invitato dal superiore a scendere in refettorio e a far colazione insieme alla comunità. E Bernardo, come sempre era sua abitudine, entrò ultimo in refettorio e, senza guardar nessuno, si mise al suo posto, dietro la porta, a mangiare in ginocchio i soliti tozzetti di pan duro che intingeva un poco alla volta nella scodella di acqua amareggiata collinfuso derba bianca o ramerino. Non preoccupandosi affatto della presenza dellospite illustre e festeggiato dagli altri frati, egli nutriva bensì il corpo con cibo così scarso, ma piuttosto nutriva lanima con pensieri di cielo. A un tratto il suo sguardo divenne fisso, le braccia restarono immobili e la sua faccia, da pallida e macilenta comera, prese una tinta dinsolito vigore e dinsolita floridezza e parve tutta illuminarsi di una luce misteriosa. Ai vicini non sfuggì quel fenomeno, e lo stesso mons. de La Plata, che spesso portava gli sguardi verso quella parte, se ne accorse e volle sapere da fra Bernardo che cosa gli accadesse in quel momento e che cosa passasse dentro di lui. Egli poté far questo in forza del suo ufficio dinquisitore; e il servo di Dio, che tutto voleva nascondere, stretto dallubbidienza, manifestò umilmente che in quel momento gli era apparso Gesù Cristo, il quale, preso un pezzettino di pane, lo aveva intinto nel sangue del suo costato e glielo aveva posto in bocca, esortandolo a perseverare fino alla fine nella vita di penitenza che menava. Questa degnazione di Gesù aveva suscitato in lui un gran senso di allegrezza che aveva pervaso tutta la sua persona e sera manifestato visibilmente nella fiamma del suo volto. |
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