SERVIZIO SPECIALE: 
BERNARDO la spadaccino di Corleone
Copertina del Servizio Speciale
Copertina del Servizio Speciale
del mese di Giugno 2001


Bernardo come cuoco
Qualche frate si lamentava di Bernardo come cuoco perché passava più ore in preghiera che in cucina


 fuoco in cucina
...presi dei rami che alimentavano il fuoco in cucina, se li strofinò sulle labbra come monito a non rispondere


Momenti di preghiera di fra Bernardo
Momenti di preghiera di fra Bernardo


un antico ritratto del santo
Un antico ritratto del santo


Il refettorio del convento di Palermo
Il refettorio del convento di Palermo


L'interno della chiesa dei cappuccini a Palermo
L'interno della chiesa dei cappuccini a Palermo


La cella abitata da fra Bernardo
La cella abitata da fra Bernardo durante il soggiorno a Palermo


Momenti di vita di fra Bernardo
Momenti di vita di fra Bernardo

Foto Calloni e Damiano Morandini
Testo liberamente tratto da "L'onore e l'amore" di Giovanni Spagnolo
immagini dall'articolo:

Sono l'asino dei frati

Momenti di vita di fra Bernardo
Momenti di vita di fra Bernardo in un antico dipinto

Un giorno mons. de La Placa, inquisitore generale e giudice della monarchia apostolica in Sicilia, era andato nel convento di Palermo, ed essendo in coro terminata l’ora nona, fu invitato dal superiore a scendere in refettorio e a far colazione insieme alla comunità. E Bernardo, come sempre era sua abitudine, entrò ultimo in refettorio e, senza guardar nessuno, si mise al suo posto, dietro la porta, a mangiare in ginocchio i soliti tozzetti di pan duro che intingeva un poco alla volta nella scodella di acqua amareggiata coll’infuso d’erba bianca o ramerino. Non preoccupandosi affatto della presenza dell’ospite illustre e festeggiato dagli altri frati, egli nutriva bensì il corpo con cibo così scarso, ma piuttosto nutriva l’anima con pensieri di cielo. A un tratto il suo sguardo divenne fisso, le braccia restarono immobili e la sua faccia, da pallida e macilenta com’era, prese una tinta d’insolito vigore e d’insolita floridezza e parve tutta illuminarsi di una luce misteriosa. Ai vicini non sfuggì quel fenomeno, e lo stesso mons. de La Plata, che spesso portava gli sguardi verso quella parte, se ne accorse e volle sapere da fra Bernardo che cosa gli accadesse in quel momento e che cosa passasse dentro di lui. Egli poté far questo in forza del suo ufficio d’inquisitore; e il servo di Dio, che tutto voleva nascondere, stretto dall’ubbidienza, manifestò umilmente che in quel momento gli era apparso Gesù Cristo, il quale, preso un pezzettino di pane, lo aveva intinto nel sangue del suo costato e glielo aveva posto in bocca, esortandolo a perseverare fino alla fine nella vita di penitenza che menava. Questa degnazione di Gesù aveva suscitato in lui un gran senso di allegrezza che aveva pervaso tutta la sua persona e s’era manifestato visibilmente nella fiamma del suo volto.